Signor Sindaco, autorità civili, religiose e militari, cittadini tutti,
siamo qui per ringraziare ed onorare i caduti di tutte le guerre.
Siamo qui perché non dimentichiamo il loro sacrificio.
Passano i decenni, ma non passa il dolore per tante vite umane strappate agli affetti dei loro cari dall’assurdità della guerra.
Questo perché, quel dolore, quel sacrificio, quelle sofferenze non possono essere voltate come una pagina di un libro.
Quel dolore, quelle tragedie devono poter rappresentare un patrimonio di straordinaria ricchezza per ciascuno di noi, affinché nella vita di ogni giorno e nelle vita delle istituzioni, si possano preservare e rinvigorire quelle formidabili radici di eroismo, di sacrificio, di amor di patria.
Siamo qui perché crediamo che la nostra libertà e la nostra democrazia vanno difese anche mediante la conoscenza della storia patria e mediante l’onore che va tributato alla memoria di tante vite umane che hanno reso possibile, con il loro sacrificio, la nascita dell’Italia Repubblicana; unita, libera e solidale.
C’è un messaggio forte e chiaro che giunge a noi dall’art.11 della costituzione italiana: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali “.
Non si può ancora, nel terzo millennio, immaginare la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali; eppure il cieco egoismo umano è sempre pronto a dichiarare nuove guerre per realizzare i propri sogni di potenza.
Eppure la storia insegna che le guerre non producono vincitori, ma solo sconfitti.
E’ evidente che simili ricorrenze: 4 novembre (Festa della vittoria, delle Forze Armate e dell’unità d’Italia), 27 gennaio (Giornata della memoria), 25 aprile (Festa della Liberazione) e il 2 giugno (Festa della Repubblica), non possono rimanere solo celebrazioni puramente formali.
Simili ricorrenze dovrebbero divenire sempre di più occasione di studio, di riflessione, di confronto … altrimenti il passato rischia di non aiutarci a comprendere il significato del presente e del nostro ruolo di adulti, di giovani, di politici, di educatori, di responsabili dell’ora presente.
A noi, donne, uomini e giovani di questo nostro tempo, la responsabilità di costruire un mondo di pace e di servire ed amare la nostra Italia, la nostra amata Patria, con tutto il nostro cuore e con tutte le nostre forze.
Solo così onoreremo e ringrazieremo degnamente i caduti di tutte le guerre.
Viva l’Italia unita e solidale
Viva le forze armate, impegnate a portare la pace in luoghi di non pace
Viva le forze dell’ordine e le associazioni degli ex combattenti e partigiani
Viva la libertà
Viva l’Italia, nell’Europa unita, per la pace nel mondo.
GIULIA TRECCHIPRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA